Quale didattica subacquea scegliere

ANIS, CMAS, UTD, PADI, PSS, SSI, NAUI, ACUC, GUE, FIAS, FIPSAS, NADD, UTRtek..

non sono codici buttati a caso, ma sono tutti nomi di didattiche subacquee, ognuna con una propria filosofia, una propria visione della subacquea, una propria configurazione, benché per tutte ci sia sempre un concetto importante di fondo..la sicurezza di ogni immersione.

Solitamente chi si avvicina al mondo della subacquea o decide di provare il brivido di un'immersione si pone la classica domanda:

"E ora, quale didattica subacquea scelgo?" "Qual è la migliore?"

La risposta è molto semplice, per me: "Non esiste una didattica migliore per iniziare".

 

E allora, come decido quale didattica fa per me?

 

Sicuramente il primo passo da fare è cercare e visitare uno o più diving nelle vicinanze; questo può farci fare un'idea del percorso che stiamo per intraprendere, cosa serve per iniziare, in cosa realmente consiste un corso di primo livello.

Il secondo e più importante passo è quello di fidarsi del proprio "sesto senso" e valutare l'impressione che ci fa l'istruttore. L'istruttore è, in primis, la persona alla quale affideremo la nostra prima immersione, il battesimo dell'acqua, la nostra "prima volta" e questo può condizionare tutto il nostro percorso; in secundis l'istruttore deve essere in grado di entrare in empatia con noi, trasmetterci il suo amore per il mare e per la subacquea, infonderci sicurezza e tranquillità, sopra e sotto l'acqua.

Può sembrare una sciocchezza o un'esagerazione, ma ricordiamo che il mondo è vario, la subacquea è un business e ci sono persone che promettono miracoli, profondità assurde a chi si avvicina, ma poi alla fine la delusione, le difficoltà o l'essere solo un numero, può pregiudicare tutto il nostro futuro subacqueo.

Confrontarsi con gli allievi di un diving, con gli amici, con i conoscenti, sicuramente può aiutare a farsi un'idea, a carpire consigli, ma la decisione va poi presa con la nostra testa. Sentirsi dire "la mia didattica è migliore delle altre" può solo sviare.

Qualche anno fa poteva presentarsi il problema del riconoscimento del proprio brevetto a livello internazionale, ma ad oggi non è più così e "tutte" (ogni tanto ne spuntano fuori delle nuove) le didattiche sono riconosciute. Le procedure, la sicurezza ormai è a livelli alti, quello che cambia possono essere le impostazioni di base ed il modo di affrontarle.

Alcune didattiche possono differire per costi, percorso didattico, configurazione. C'è chi ha brevetti e corsi che procedono a piccoli step, altre che utilizzano una filosia DIR con fruste lunghe, risparmio dei movimenti ed una configurazione minimal, altre ancora che sono orientate per la didattica tecnica (oltre i 42 metri), ma più o meno tutte seguono questi step:

  • primo livello - si viene abilitati ad una discesa fino ai 18 metri
  • secondo livello - si viene abilitati ad una discesa fino ai 30 metri
  • terzo livello - si viene abilitati ad una discesa fino ai 42 metri

 

Personalmente ho conosciuto il mio istruttore anni fa, un ex PADI convertitto all'ANIS e CMAS e ho continuato il mio percorso subacqueo con lui finendo poi per amare la filosia ANIS, semplicmente perché è stato in grado di trasmettermi la sua passione smisurata per il mare, una sicurezza estrema in acqua ed un atteggiamento fuori e dentro che è molto simile al mio. Nonostante questo sono anche un simpatizzante della UTD e della configurazione hoghartiana, delle procedure di sicurezza, del profondo rispetto per il mare.

Quale didattica subacquea scegliere? L'importante è scegliere con la propria testa.


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